{"id":9115,"date":"2025-05-12T08:00:36","date_gmt":"2025-05-12T06:00:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/?p=9115"},"modified":"2025-04-22T15:41:57","modified_gmt":"2025-04-22T13:41:57","slug":"il-punto-di-partenza-del-sapere-rosmini-erede-critico-di-hegel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/?p=9115","title":{"rendered":"IL PUNTO DI PARTENZA DEL SAPERE ROSMINI EREDE CRITICO DI HEGEL"},"content":{"rendered":"<p><strong>[Paolo Pagani, Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia]\u00a0Il contributo considera l\u2019eredit\u00e0 che, nella sua <em>Teosofia<\/em>, Rosmini riprende dalla <em>Scienza della logica<\/em> di Hegel sul tema del punto di partenza del sapere. L\u2019\u201cessere iniziale\u201d come punto di partenza di diritto del sapere \u00e8 una acquisizione \u2013 di matrice ultimamente classica, e in particolare scolastica \u2013 che Hegel e Rosmini rimettono al centro della riflessione filosofica moderna. Entrambi convengono nel riconoscere all\u2019essere il carattere della automanifestativit\u00e0, ma i due autori divergono nella individuazione della dialetticit\u00e0 che ad esso compete. Hegel proietta sull\u2019essere una movenza dialettica che \u00e8 propria del soggetto conoscente, Rosmini cerca invece di individuare le tensioni dialettiche che all\u2019essere stesso \u2013 nella sua astrattezza \u2013 competono.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Nota introduttiva<\/strong><\/h3>\n<p>Il nostro intervento si propone di far interagire due luoghi testuali \u2013 uno di Rosmini e uno di Hegel &#8211; tra loro connessi: rispettivamente, la Prefazione alla <em>Teosofia<\/em>\u00a0e le pagine della <em>Scienza della logica<\/em> intitolate \u201cCon che cosa ha da incominciare la scienza?\u201d (queste ultime considerate nella versione della seconda edizione dell\u2019opera). Inevitabilmente dovremo introdurre circoscritti riferimenti anche ad altri luoghi della produzione dei due autori, ma quello su indicato sar\u00e0 il principale campo di riferimento del confronto. Ora, il tema che accomuna i due testi \u00e8 quello della determinazione di quale sia il punto di partenza appropriato del sapere filosofico.<\/p>\n<p>Per Rosmini il punto di partenza di diritto del sapere non coincide con il residuo di una previa purificazione, ovvero con il frutto di una <em>tabula rasa <\/em>gnoseologica, bens\u00ec con qualcosa che mostri la propria inevitabilit\u00e0, in quanto condizione di ogni possibile evidenza. Pi\u00f9 precisamente, ci\u00f2 che conta non \u00e8 stabilire da dove debba partire una riflessione radicalmente critica (cio\u00e8 filosofica), quanto riconoscere dove, da qualunque punto si parta, non si possa poi non arrivare: arrivare a riconoscere di esser inevitabilmente partiti; in quanto quel \u201cdove\u201d \u2013 il \u201cdove\u201d di diritto &#8211; \u00e8 implicito in ogni \u201cdove\u201d di fatto.<\/p>\n<p>Questa impostazione, evidente in Rosmini, \u00e8 rinvenibile anche in Hegel, stando ad una attenta lettura dell\u2019esordio della <em>Scienza della logica<\/em>. Ma anche il testo della <em>Enciclopedia <\/em>conferma l\u2019obiettiva convergenza, se pensiamo al \u00a7 17, dove Hegel afferma che l\u2019inizio di fatto (<em>Anfang<\/em>) del filosofare pu\u00f2 dipendere dal punto di vista di un indagante empirico; ma esso \u00e8 comunque destinato ad essere ricompreso in un inizio di diritto, che \u00e8 in grado di mostrarsi come imprescindibile rispetto a ogni inizio accidentale.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019inizio [<em>Anfang<\/em>] della Filosofia, sembra che anch\u2019essa, in generale e analogamente alle altre scienze, cominci con un presupposto soggettivo [<em>mit einer subjektiven Voraussetzung<\/em>]. [&#8230;] Inoltre, all\u2019interno della Scienza questo punto di vista che qui appare immediato deve rendersi risultato, e precisamente risultato ultimo della Scienza stessa: allora la Filosofia perviene nuovamente al proprio inizio e ritorna entro s\u00e9. In tal modo la Filosofia si mostra come un circolo [<em>Kreis<\/em>] che ritorna entro se stesso e che non ha nessun inizio nel senso in cui ce l\u2019hanno le altre scienze. L\u2019inizio pertanto si ha solo in riferimento al soggetto che intende decidersi a filosofare, ma non in riferimento alla Scienza in quanto tale. Ci\u00f2 equivale a dire: il Concetto della Scienza, e quindi il Concetto primo \u2013 il quale, appunto perch\u00e9 primo, implica la separazione per cui il pensiero \u00e8 oggetto per un soggetto filosofante -, dev\u2019essere colto dalla Scienza stessa (Hegel, 1996, \u00a7 17, p. 125).<\/p>\n<p>Del resto, nonostante la volont\u00e0 rosminiana di smarcarsi da Hegel, il debito della <em>Teosofia<\/em> nei confronti dei luoghi hegeliani sopra citati \u00e8 evidente.<\/p>\n<p>E altrettanto evidente \u00e8 il debito comune \u2013 da nessuno dei due autori per altro esplicitato, almeno a questo proposito \u2013 rispetto alla quinta Enneade di Plotino. Del resto Plotino, tra i classici, \u00e8 quello che pi\u00f9 a fondo ha considerato la relazione che sussiste tra l\u2019essere in quanto tale e il pensiero in quanto tale, e la relazione che intercorre tra quest\u2019ultimo e l\u2019attivit\u00e0 pensante del soggetto umano (si pensi in particolare a: Plotino, 2002, V, 1, 3-5; V, 1, 10-11; V, 3, 3-6; V, 3, 8; V, 3, 10; V, 5, 1; V, 5, 3; V, 6, 1-2; V, 6, 6; V, 9, 5-8). Per Plotino, l\u2019essere (<em>to einai<\/em>) \u00e8 realmente se stesso, quando \u201caccoglie l\u2019<em>eidos<\/em> del pensare\u201d: come a dire, che il pensare \u00e8 un nome originario dell\u2019essere (Plotino, 2002, V, 6, 6). Ovvero, \u201cil pensiero \u00e8 l\u2019essere in se stesso, e non lo \u00e8 come se lo pensasse dal di fuori: infatti, l\u2019essere non \u00e8 n\u00e9 al di qua n\u00e9 al di l\u00e0 di esso; anzi, il pensiero \u00e8 il primo legislatore, o meglio, la legge [<em>nomos<\/em>] stessa dell\u2019essere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Conclusione e apertura<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019essere iniziale come punto di partenza di diritto del sapere \u00e8 una acquisizione \u2013 di matrice ultimamente classica, e in particolare scolastica \u2013 che Hegel e Rosmini rimettono al centro della riflessione filosofica moderna. Entrambi convengono nel riconoscere all\u2019essere il carattere della automanifestativit\u00e0, ma i due autori divergono nella individuazione della dialetticit\u00e0 che ad esso compete.<\/p>\n<p>Per Hegel, l\u2019essere \u00e8 un momento, una figura, di un movimento dialettico che lo pone e lo depone. Sembra cos\u00ec che la dialettica del sistema hegeliano, corrispondente al modo di atteggiarsi di chi si dispone progressivamente rispetto alla determinazione dell\u2019assoluto, pretenda di diventare il modo del disporsi progressivo dell\u2019assoluto stesso. Invece, il fatto stesso che si debba affrontare il problema della determinazione del punto di partenza non pu\u00f2 che portare a riconoscere che, chi ha da determinarsi rispetto all\u2019assoluto, non istanzia il punto di vista assoluto.<\/p>\n<p>Rosmini, da parte sua, individua una dialetticit\u00e0 intrinseca all\u2019essere iniziale: una dialettica dell\u2019essere, nel senso di un genitivo soggettivo, e non oggettivo. Egli infatti \u2013 a differenza di Hegel (cfr. <em>supra <\/em>3.4) \u2013 non fa indebitamente corrispondere alla semplicit\u00e0 dell\u2019essere iniziale una disposizione univocista di quest\u2019ultimo, ma dedica la sua ontologia teosofica a individuare e articolare due tensioni che attraversano l\u2019essere iniziale. La prima \u00e8 la differenza ontologica tra essere ed ente (su questo, si veda: Pagani, 2020, pp. 505-523), la seconda \u00e8 la dissimmetrica relazione tra idealit\u00e0 e realit\u00e0, come forme che si richiamano nell\u2019inizialit\u00e0. Nell\u2019essere iniziale \u2013 che si rivela dunque a Rosmini come uno spazio attraversato da campi di forze, e non come un mero ambito di indistinzione &#8211; la realit\u00e0 gravita sulla idealit\u00e0, che \u00e8 dotata di un maggior peso ontologico, rilevabile considerando che una realit\u00e0 che prescinda dalla idealit\u00e0, non \u00e8 radicalmente concepibile, mentre una idealit\u00e0 che prescinda dalla realit\u00e0 \u00e8 concepibile, anche se non come autosussistente.<\/p>\n<p>Ora, le due \u201ctensioni\u201d di cui sopra, tracciano le linee di una \u201cintegrazione\u201d metafisica dell\u2019essere iniziale: integrazione che Rosmini persegue attraverso una dialettica dell\u2019antinomia, in cui il negativo interviene solo come ipotesi da superare \u201cdeontologicamente\u201d (ovvero apagogicamente), e non come fattore intrinseco all\u2019essere stesso e a un suo preteso sviluppo. Ma di questi temi ci siamo occupati pi\u00f9 volte in altra sede, e torneremo a occuparci in altre occasioni.<\/p>\n<p><em>*Extracto del art\u00edculo publicado por Paolo Pagani en Raz\u00f3n y Fe, accesible <a href=\"https:\/\/revistas.comillas.edu\/index.php\/razonyfe\/article\/view\/21995\/19535\">aqu\u00ed<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Paolo Pagani, Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia]\u00a0Il contributo considera l\u2019eredit\u00e0 che, nella sua Teosofia, Rosmini riprende dalla Scienza della logica di Hegel sul tema del punto di partenza del sapere. L\u2019\u201cessere iniziale\u201d come punto di partenza di diritto del sapere \u00e8 una acquisizione \u2013 di matrice ultimamente classica, e in particolare scolastica \u2013 che Hegel e &#8230; <a title=\"IL PUNTO DI PARTENZA DEL SAPERE ROSMINI EREDE CRITICO DI HEGEL\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/?p=9115\" aria-label=\"Leer m\u00e1s sobre IL PUNTO DI PARTENZA DEL SAPERE ROSMINI EREDE CRITICO DI HEGEL\">Leer m\u00e1s<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":263,"featured_media":9133,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"generate_page_header":"","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1888,361,713,1819,1891],"class_list":["post-9115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sin-categoria","tag-dialectica","tag-filosofia","tag-hegel","tag-rosmini","tag-ser-inicial"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/263"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9115"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9121,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9115\/revisions\/9121"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blogs.comillas.edu\/FronterasCTR\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}